
Old Wings Genova
Sezione GAVS - Gruppo Amici
Velivoli Storici
Censimento e recupero
relitti
a cura di Cap. Ernesto Serpetta

I RELITTI AERONAUTICI
Il
motivo che spinge i sub a
cercare un relitto? Spirito d’avventura e di ricerca sono motivazioni
fondamentali come la curiosità di scoprire cose nuove, vedere navigli di vario
tipo affondati in tempi più o meno recenti, transatlantici famosi da cui
derivano miti, storie umane e tecnologiche, corazzate o velivoli inabissatisi
per avarie o per eventi storici, aerei militari abbattuti o altro ancora.
Ovviamente la curiosità si affianca e si intreccia con la storia di ciò che si
ricerca o si trova: storia che a volte è affrontata in maniera superficiale e
non approfondita relativamente all’oggetto della ricerca, alle cause che lo
hanno portato in quel luogo ed agli eventi che ne hanno causato l’affondamento.
Un relitto invece deve essere considerato come una testimonianza storica, una
realizzazione tecnologica frutto del sapere dell’uomo, un bene da non
dimenticare sul fondo del mare.
Le Associazioni che si occupano di velivoli storici a vari livelli danno una
valenza superiore al reperto rispetto al sub che osserva il relitto
semplicemente come elemento del paesaggio sottomarino.
Le Associazioni aeronautiche che si occupano storicamente del settore sono
impegnate su molti fronti che spaziano dal restauro sia statico che dinamico
alla semplice conservazione di parti di esemplari rari se non addirittura unici,
pezzi che hanno un grande valore tecnologico e culturale.
Si possono fare ulteriori considerazioni:
- Un relitto è destinato a perdersi nel tempo, i processi di corrosione arrivano
a consumare o intaccare il metallo in maniera irreparabile; il fenomeno è legato
solo allo scorrere del tempo ed è inevitabile
- Un ulteriore pericolo per la conservazione è il cosiddetto “ricordino”:
l’irrefrenabile esigenza di alcuni di portare a casa “qualcosa” del relitto
appena visto
- Oggi è possibile recuperare velivoli trovati in fondo al mare, è possibile
restaurarli e parzialmente ricostruirli fino a renderli nuovamente volanti. Sono
operazioni particolari che richiedono interventi complessi ed a volte lunghi sia
per la ricerca di documentazione e/o pezzi originali sia per la ricostruzione
delle parti mancanti. In Italia, contrariamente a molti altri paesi, europei e
non, si identifica il restauro quasi esclusivamente come una operazione di
conservazione statica del velivolo.
- Spesso i velivoli giacenti sul fondale al marino costituiscono l’ultima e
l’unica traccia rimasta, ovvia ed importantissima testimonianza in campo
aeronautico di macchine da tempo scomparse dai cieli.
Ecco perché si auspica che la maggior parte dei velivoli possa essere recuperato
e opportunamente trattato per essere conservarlo e renderlo visibile a tutti.
Ricordiamo inoltre che dietro ad ogni mezzo esiste la storia personale ed umana
di coloro che hanno lavorato e volato con tale macchina, memorie storiche
scritte da uomini a volte in vita e a volte deceduti con il loro aereo.
L’attività subacquea può e forse deve essere vista come una forma di attività
archeologica, un mezzo per riscoprire e diffondere ciò che il mare conserva
relativamente alle opere costruite dall’uomo.
Appare piuttosto riduttivo fermarsi all’identificazione ed al censimento del
relitto, allo studio della storia e dell’evento che ne ha causato l’ammaraggio.
Si parla spesso di archeologia industriale intesa come ricerca, tutela e
valorizzazione del patrimonio storico industriale e come potenziale volano di
sviluppo culturale, economico e sociale: in questo particolare contesto si
collocano le Associazione Aeronautiche che operano per la ricostruzione storica
del mezzo e della sua storia, legata anche a coloro che lo hanno costruito ed
utilizzato.
E’ quindi opportuno sensibilizzare i subacquei relativamente ai reperti
aeronautici in quanto possono avere valenze diverse rispetto ad un semplice e
curioso elemento del fondo marino perché costituiscono una importante traccia
del progresso scientifico tecnologico.
Vediamo ora di seguito alcune recensioni relative a due restauri uno
relativamente semplice e uno decisamente più complesso.
Il primo restauro in evidenza che con una buona volontà e altrettanta
disponibilità economica non è poi così impossibile eseguire restauri dinamici
come è avvenuto per questo esemplare del FW 190 D9.
Tratteremo più avanti alcune semplici considerazioni tecniche su questi lavori
che Vi abbiamo portato come
esempi.

...Un restauro dinamico relativamente semplice se riflettiamo
su alcune considerazioni e modalità sul tipo di intervento tecnico eseguito che
porterà in condizioni di volo questo bel esemplare degli anni 1940 …

Gli articoli
sono stati pubblicati sulla rivista "Aerei nella Storia"
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